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Comune di Sarzana

Natale a Sarzana: Il "Bambin Gesù delle Mani" di PINTURICCHIO esposto al Museo Diocesano

Un prestito eccezionale arricchisce  Natale di Sarzana e dell’intero territorio ligure e toscano: un capolavoro leggendario che intreccia i Borgia e la storia papale di Sarzana: il “Bambin Gesù delle Mani” di Bernardino di Betto, detto Pinturicchio, esposto al Museo Diocesano di Sarzana.

Data:
01 Dicembre 2025
Tempo di lettura:
5 min.

Uno dei frammenti più celebri e misteriosi del Rinascimento, oggi custodito dalla Fondazione Guglielmo Giordano di Perugia sarà esposto fino all'11 gennaio 2026 al museo di piazza Firmafede.
L'accesso gratuito all'opera e al museo osserverà il seguente orario: venerdì, sabato e domenica dalle ore 15.30 alle 19.30 (sabato anche dalle ore 10 alle 13). Previste anche aperture straordinarie: 8, 22, 23, 25, 29, 30 dicembre dalle ore 15.30 alle ore 19.30; 24 e 31 dicembre dalle ore 15.30 alle ore 17.30; 5, 6 gennaio dalle ore 15.30 alle ore 19.30.  
L’opera è parte della perduta Investitura divina di Alessandro VI negli Appartamenti Borgia in Vaticano.
Un'occasione unica per ammirare un capolavoro straordinario.
Il frammento (affresco murario, ca. 1492–1493) mostra il Bambino benedicente, sorretto dalle mani della Vergine, mentre un’ulteriore mano — riconosciuta dalla critica come quella del papa Alessandro VI Borgia — sfiora il piedino del Bambino. Un dettaglio che rimanda alla grande composizione perduta degli Appartamenti papali e alla Roma del potere e della devozione.
Il piccolo affresco, staccato e a lungo scomparso, fu riscoperto nel Novecento e attribuito al Pinturicchio grazie agli studi di Franco Ivan Nucciarelli. Dopo secoli di oblio, il Bambin Gesù delle Mani è divenuto simbolo di una stagione artistica in cui arte e spiritualità si fondono con il linguaggio politico dei papi rinascimentali.
Sarzana, città Cristiana e dalla storica tradizione ecclesiastica, accoglie il Rinascimento dei Borgia. La scelta di Sarzana, candidata a Capitale Italiana della Cultura, non è casuale. Tommaso Parentucelli, papa Niccolò V (1447–1455), primo grande pontefice umanista, nacque a Sarzana. Accogliere oggi, nei luoghi della sua diocesi, un’opera nata per un altro pontefice — Alessandro VI Borgia — significa creare un ponte ideale tra due epoche della Chiesa e due modi di intendere la fede. È un ritorno simbolico: dalla Roma dei Borgia alla Sarzana dei Papi, in una continuità di arte, cultura e identità cristiana che appartiene al DNA della città.
Un progetto natalizio che valorizza il territorio, promuovendone un’identità chiara. L’iniziativa rientra nel percorso voluto dall’Amministrazione comunale di Sarzana per portare, a Natale, un’opera iconica legata alla Natività o al Bambino Gesù in uno spazio storico cittadino, avvicinando pubblico e famiglie a un patrimonio di livello internazionale.
«Portiamo a Sarzana un’opera straordinaria— dichiara il sindaco Cristina Ponzanelli — non solo un capolavoro del Rinascimento, ma una storia potente che unisce fede, arte e identità. È un passo in avanti per tutto il territorio spezzino: a Natale, l’arte diventa promozione identitaria, culturale e anche turistica, in grado di attrarre visitatori e riflettori su Sarzana e sulla Liguria di Levante, in un ponte che lega Lunigiana, Versilia e Liguria attraverso Sarzana. Con quest’opera valorizziamo insieme le bellezze del Museo Diocesano e della nostra città cristiana, dal Crocifisso di Mastro Guglielmo alle testimonianze d’arte sacra che fanno di Sarzana un unicum nel panorama ligure.»
«Da tempo lavoriamo a un’idea forte — aggiunge l’assessore alla cultura Giorgio Borrini — che Sarzana diventi, a Natale, la casa di un grande capolavoro dedicato alla Natività o al Bambin Gesù. Il Bambin Gesù delle Mani è la scelta perfetta: parla ai credenti e agli amanti dell’arte, racconta la Roma dei Borgia e dialoga con la nostra storia di città cristiana e papale. Natale è luci e festa, ma è soprattutto comunione, spiritualità e valori e radici cristiane: usare l’arte per promuovere Sarzana è un investimento sulla nostra identità.»
«Accogliere il Pinturicchio — dichiara il Direttore del Museo Diocesano Paola Sisti — significa offrire al pubblico un’esperienza ravvicinata con uno dei racconti più affascinanti del Rinascimento: un gioco di mani che svela la relazione tra devozione, potere e immagine, nel cuore del tempo di Natale.»

Il Pinturicchio e il “Bambin Gesù delle Mani”

Bernardino di Betto, detto Pinturicchio (Perugia c. 1454 – Siena 1513), fu tra i protagonisti assoluti del Rinascimento umbro e romano. Collaborò con il Perugino e lavorò a Roma per papa Alessandro VI Borgia, che lo volle per decorare i sontuosi Appartamenti Borgia in Vaticano (1492–1494).
Il suo stile raffinato, decorativo e narrativo, unisce la luce umbra alla ricchezza cromatica e al gusto cortese della Roma papale, dando vita a scene di straordinaria eleganza e spiritualità.
Il “Bambin Gesù delle Mani” proviene proprio da quella decorazione perduta. Raffigura il Bambino nudo benedicente che tiene nella sinistra un globo crucigero dorato — simbolo del dominio di Cristo sul mondo — e appoggia il piedino su una mano benedicente, tradizionalmente identificata con quella del papa Alessandro VI.
L’opera, staccata nel Seicento e poi dispersa, riapparve solo nel Novecento, entrando in collezioni private e successivamente nella Fondazione Giordano. Esposta in mostre di rilievo (Galleria Nazionale di Perugia, 2008; Les Borgias et leur temps, Parigi 2014), è oggi considerata una delle più intense rappresentazioni del Bambino divino nella pittura italiana di fine Quattrocento.
Dietro la grazia del volto infantile e la preziosità delle dorature si cela un intreccio di arte, fede e potere: il desiderio di Alessandro VI di legare la propria immagine alla benedizione divina.
È un frammento che racchiude la storia di un’epoca e che, nel Natale di Sarzana, ritrova il suo significato più autentico: la bellezza come forma di salvezza.

 

A cura di

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Ultimo aggiornamento: Lunedì, 01 Dicembre 2025 09:26

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